


Lungo la strada che conduce a Carpegna si può ammirare e visitare questo spuntone roccioso che rappresenta di certo una bizzarria cesellata dalla natura, ma sembra essere stata anche una fortificazione costruita dall’uomo.
Infatti, anche se del Castello di Pietrafagnana non si hanno notizie precise, in un documento del XIV secolo riguardante le confinazioni, viene citato un certo signore di Pietrafagnana. Oggi comunque non resta nulla di questo presunto castello se non il ritrovamento di alcuni fori nella roccia nei quali probabilmente erano infilati dei travi architettonici.
Pietrafagnana è anche una originalissima formazione geologica molto suggestiva, che ricorda un enorme dito per la sua particolare forma, legata ad alcune leggende popolari, punto panoramico di particolare rilievo.
Oltre a rappresentare un’ interessante esperienza di visita, il complesso di Pietrafagnana è anche occasione di approfondimento e di didattica sulla geomorfologia dell’area.
I CONGLOMERATI MESSINIANI DI PIETRAFAGNANA
Questi speroni conglomeratici che risalgono al periodo geologico del Messiniano superiore rappresentano l’ elemento geomorfologico e paesaggistico più rilevante e caratteristico di Pierafagnana. Si tratta di conglomerati a matrice arenacea, a volte marnosa, con intercalazioni di arenarie poco cementate.
I processi naturali, come quelli dovuti all’azione delle acque dilavanti e ai fenomeni di disgregazione meccanica, hanno agito sulle rocce determinando il distacco dei singoli ciottoli che conferiscono al paesaggio un aspetto talmente “disordinato” da sembrare quasi sconvolto da eventi naturali catastrofici.
Anche il borgo medievale di Pietrarubbia sorge su uno sperone formato dallo stesso conglomerato.